Esposizione presso MIA Fair con Costantini Art Gallery MilanoMe-Nè sarà presente con 10 opere e 1 installazione video insieme ad Aqua Aura e Nicolò Quirico con “la trinità dell’immagine”.Link catalogo MIA FairMa basta con i soliti borbottii, i soliti mugugni magari un po’ risentiti, le solite boccucce piegate in giù a commento un po’ snob sull’eterno ritorno dell’uguale: non è vero che alle fiere d’arte contemporanea si vedono sempre le solite cose.L’edizione 2016 di MIA -Milan Image Art Fair-, la fiera della fotografia d’arte aperta dal 29 aprile al 2 maggioThe Mall, zona Porta Nuova Varesine di Milangeles, è addirittura migliore della precedente: preview affollatissima della solita bella gente, 80 gallerie da 13 paesi, 230 artisti in 109 stand, più gli “indipendenti” e naturalmente l’editoria specializzata.Ok, numeri a parte è il solito scenario, ma quest’anno a mio modestissimo parere MIA si è superata. Qualità generalmente elevata, ottime gallerie e opere eccellenti -le eccezioni rientrano nella normalissima e naturale statistica.Galleristi contenti alla preview di ieri sera -ma l’ardua sentenza sugli esiti lavorativi potrà essere svelata solo a bocce ferme [a fine fiera vissero effettivamente tutti felici e contenti, n.d.r.].Per ora da segnalare, in ordine rigorosamente sparso, fra gli stand più belli e interessanti, Costantini Art Gallery con  Me nè (di cui è in corso la personale in galleria), insieme agli altri due pezzi da novanta della flotta aziendale Nicolò Quirico e Aqua Aura;Link articoloKRITIKAONLINE DI EMANUELE BELUFFI

ART FOR DUMMIES 

Come saperne poco e pretendere di non saperne affatto
Senza alcuna pretesa, o nomea che mi introduca, i miei due cent sul MIA 2016

Anche la fotografia ha il suo Expo. Già, MIA Photo Fair 2016 ha portato nel cuore della palpitante e pedalante Milano oltre 230 artisti della messa in posa da 13 nazioni, ad esporre in oltre 100 stand le loro arbitrarie considerazioni di opera d’arte fotografica. Ben più breve dei sei mesi dedicati alla versione culinaria più nota, MIA nei suoi quattro giorni di vita ha mosso un considerevole quantitativo di curiosi, appassionati e professionisti del settore, a varcare le soglie del The Mall di piazza Bo Bardi, tanto da avere problemi di mobilità (e conseguente nervosismo da coda di umani perduti o indecisi) al suo interno.Poco male, più tempo agli artisti e alle loro opere. Che, come però il mio buon mentore mi ha insegnato, il grido di battaglia mentre si attraversano queste anguste trincee di stampe ai sali d’argento e reflex digitali è sempre una: “screma”. Screma dal già visto, dall’impersonale, dal vago, dal povero in creatività e ancor più povero in presentazione. Solo dopo aver fatto mio questo concetto ed aver indossato i suoi occhiali (a finte lenti polarizzate) ho potuto comprendere, capire, analizzare e quindi, adottare un mio senso critico. Molière ci ricorda di farci un lungo esame di coscienza prima di pensare a criticare gli altri, ma io con me parlo già abbastanza, mi hanno dato carta e penna, e stasera non ho impegni.Tolto il grasso dal latte (e devo dire, ben poco è stato da eliminare), nel mio secchio rimangono sei gocce che osservo con particolare interesse.Parto dal concittadino Me-nè che, con i suoi Equilibri, manda a quel paese il mio occhio oggettivo e lascia spazio ad un sospiro smorzato che balbetta: “li voglio tutti, nel mio soggiorno, ora”. Multimedialità, un tratto primitivo, sfocato, di oblunghe figure umanoidi contorte dentro il loro mondo, ma apparentemente comode nella loro tetra dimensione, un ensemble di dettagli e spunti che farebbero gola persino a Maynard J. Keenan e Adam Jones, per la realizzazione di un nuovo capitolo dei Tool.Tornando a tonalità e tematiche a me più avvezze, mi soffermo per lungo tempo davanti ai lavori del nipponico Katsu Ishida, mentre il mio mentore se lo rapisce per una conversazione personale. Anche qui il nero, lo scuro e il tetro predominano sui chiari, in opere che non si limitano alla rappresentazione, ma prendono vita dalla ricerca e dallo studio dei supporti, dall’unione di diversi media e sicuramente da un pizzico di follia. Ishida ha sicuramente un segno inconfondibile, che sia la tecnica o i suoi soggetti non saprei dire ma qui, come per Me-né, vedi un’opera e sai già chi è l’artista. In quest’era in cui facciamo a gara per chi ha più megapixel sul proprio smartphone, trovo sia un’elemento importante – e non facile da trovare –   per definire un’artista tale.Link articoloKRITIKAONLINE DI NICOLA MAROGNA

MIA FAIR @ THE MALL – PORTA NUOVA VARESINE Piazza Lina Bo Bardi, 1 20100 Milano – Contact info@miafair.it – www.miafair.it – Facebook

 

COSTANTINI ART GALLERY – Via Crema, 8 – 20100 Milano Italia

Costantiniartgallery@gmail.com – www.costantiniartgallery.it – Facebook

Simone meneghello-menè-me nè-mene-Luoghi mentali-Equilibrii #12
Simone meneghello-menè-me nè-mene-Luoghi mentali-Equilibrii #03

Luoghi Mentali – Equilibrii #12 • Stampa fine art su carta cotone 100×100 |•••| Luoghi Mentali – Equilibrii #03 • Stampa fine art su carta cotone 100×100